Martedì, 17 Giugno 2014 14:53

Near Field Communication: cos'è e a cosa serve

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Per quanti ancora non conoscano le potenzialità della tecnologia NFC, riassumiamo in questo articolo i principali utilizzi che ne derivano.

Cos'è l'NFC

NFC è l'acronimo di Near Field Communication ed è un'evoluzione della tecnologia Rfid, più nota e già largamente diffusa. Stiamo parlando quindi di standard di connettività digitale in modalità wireless e contactless, vale a dire la trasmissione di dati tra due dispositivi senza che questi entrino in contatto tra loro.

Near Field Communication si traduce in italiano con 'comunicazione a corto raggio',  o 'di prossimità'. La peculiarità dell'NFC rispetto ad altre tecnologie wireless, come Rfid, Wi-Fi o Bluetooth, sta nel fatto che la comunicazione avviene soltanto nel raggio di pochi centimetri. Questa, che all'apparenza può sembrare una limitazione, si rivela invece un vantaggio. È infatti possibile trasmettere dati sensibili in modo più semplice, rapido e sicuro, anche senza la richiesta di un PIN o una password, poiché i dispositivi che comunicano tra loro devono necessariamente essere molto vicini.

Marchio NFCSecondo l'NFC Forum, l'ente internazionale che tutela e promuove gli standard di questa tecnologia, l'NFC è compatibile con centinaia di milioni di carte e lettori già presenti in tutto il mondo. I device che sono dotati della tecnologia NFC possono essere riconosciuti dal marchio a forma di N fornito dall'NFC Forum, anche se molti usano altri simboli o la scritta completa “NFC”.

Dispositivi NFC

I dispositivi dotati di NFC sono per la maggior parte smartphone e tablet dotati di un sensore NFC. Una curiosità: il primo cellulare dotato di sensore NFC è stato prodotto nel 2006 da Nokia. Successivamente, altri grandi produttori, come Samsung e LG hanno cominciato a vendere i primi modelli dotati di NFC, a partire dal 2011. Attualmente si stima che 9 nuovi modelli su 10 siano equipaggiati con NFC.

Grazie al sensore NFC, smartphone e tablet possono compiere tre tipi di azioni:

  1. trasmettere informazioni tra di loro, in modalità Peer-to-peer (come si fa ad esempio con il Bluetooth, senza però bisogno di scambiarsi un codice): un esempio di questo scambio di dati è l'”Android Beam”;

  2. virtualizzare una carta di credito per effettuare pagamenti sicuri, mediante il protocollo HCE (Host Card Emulation);

  3. leggere e scrivere un Tag NFC, piccoli chip con un'antenna. I Tag NFC vengono detti "passivi", poiché vengono azionati dai dispositivi "attivatori", come sono appunto smartphone e tablet, ma anche lettori NFC per computer. I Tag NFC possono essere programmati per far compiere diversi tipi di azioni al dispositivo che li legge (aprire un link, un'applicazione, mostrare un testo, etc.).

Per completezza, va detto che esistono anche altri tipi di dispositivi NFC, come lettori USB per computer o altri tipi di hardware (come ad esempio un lettore di smart card sui mezzi pubblici).

Pagamenti NFC

La tecnologia NFC sembra destinata a trasformare il nostro smartphone in un mezzo per effettuare pagamenti, proprio come una carta di credito o un bancomat. In realtà, questo avviene già in diversi Stati, in tutto il mondo, tra cui principalmente gli Stati Uniti, la Germania, la Finlandia e i Paesi Bassi.

Uno smartphone NFC, in realtà, può essere molto di più di una carta di credito: può in effetti sostituire tutte le nostre carte di pagamento, di fedeltà e di accesso. L'idea di base è che basta avvicinare il proprio telefono a un lettore NFC per farlo comportare come una vera e propria carta magnetica o dotata di microchip.

Per quanto riguarda i trasporti pubblici, ad esempio, è già possibile utilizzare il proprio telefono cellulare come un abbonamento. Recentemente, anche l'azienda dei trasporti pubblici di Roma ha adottato la tecnologia NFC, come era già stato fatto a Milano e Torino. Fuori dall'Italia, molte altre città hanno adottato un sistema di ticketing tramite telefono cellulare.

Dal punto di vista tecnico, viene associata la propria SIM a un conto corrente o a una carta di credito, proprio come è associata a un provider di telefonia mobile. La tecnologia NFC, usata per questi scambi di informazioni sensibili, è molto simile a quella Rfid utilizzata per le carte di credito, solo che i chip NFC permettono un tipo di comunicazione a doppio senso (mentre Rfid ha un senso solo), il che dovrebbe garantire un maggiore livello di sicurezza.

In pratica, pagare con un cellulare mediante un terminale di pagamento (POS) abilitato all'NFC è sicuro almeno quanto pagare con una carta di credito o un bancomat, se non di più. Inoltre, è molto più difficile clonare una SIM.

Le applicazioni che permettono di effettuare pagamenti sono diverse. Quella più famosa e diffusa a livello mondiale è probabilmente Google Wallet, realizzata proprio dall'azienda di Mountain View. In Italia, gli operatori di telefonia Telecom Italia, Vodafone e PosteMobile hanno sviluppato un'applicazione simile per effettuare i pagamenti da cellulare e hanno reso disponibili le SIM NFC necessarie per l'utilizzo. Se fino a poco tempo fa tali applicazioni di Wallet erano disponibili solamente per Android, dopo l'uscita degli iPhone 6 e 6 Plus dotati di NFC, anche iOS ha visto introdurre un sistema per i pagamenti NFC, chiamato Apple Pay. Molto probabilmente, ben presto vedremo nascere applicazioni simili anche per Windows Phone e Blackberry.

Effettuare un pagamento con il cellulare è molto semplice: in generale, basta aprire l'applicazione, toccare il tasto “Paga” e avvicinarlo al POS. Nel caso di una spesa superiore a 25 euro, viene richiesto un PIN personale, altrimenti il pagamento viene effettuato in automatico. Il POS ne dà conferma con un segnale acustico, mentre verrà visualizzata una notifica sul proprio cellulare.

Come si può vedere, quindi, la sicurezza è garantita da diversi fattori. In primis, l'infrastruttura tecnologica, che propone una sicurezza maggiore della carta di credito.

In secondo luogo, la caratteristica dell'NFC di essere una tecnologia “a corto raggio” prevede che il cellulare debba essere in stretta prossimità del POS. In ogni caso, il cellulare deve essere sbloccato, l'applicazione di pagamento aperta e il tasto di pagamento selezionato. Si può quindi camminare tranquilli per strada con il proprio smartphone in tasca, senza temere addebiti di malintenzionati.

Nel caso di furto di cellulare, inoltre, il ladro potrebbe effettuare spese non superiori a 25 euro, sempre ammesso che l'utente non abbia impostato un codice di sblocco del proprio telefono. In confronto, il furto della carta di credito è più pericoloso.

Oltre alle carte di credito, inoltre, uno smartphone NFC può memorizzare dati anche di carte fedeltà e di abbonamenti. In questo modo, non si corre il rischio di dimenticare a casa una particolare tessera o un buono sconto (o di non trovarli in mezzo a tutti gli altri nel portafoglio), perché al giorno d'oggi è molto meno probabile dimenticare il cellulare.

Tag NFC e possibili applicazioni

I Tag NFC, come anticipato, sono dei piccoli circuiti integrati con una piccola memoria digitale. Come una memoria Flash, possono essere riprogrammati innumerevoli volte, ma in più possono essere anche bloccati, in modo da non essere sovrascritti. Programmare un Tag NFC è un'operazione molto semplice, che si può effettuare con un qualsiasi smartphone NFC. Sono disponibili numerose applicazioni gratuite per tutti i sistemi operativi, sia per cellulari che per computer.

I Tag NFC possono contenere chip di tipo differente: è importante tenere presente che non tutti sono dotati di una compatibilità universale. Gli unici compatibili con tutti i dispositivi NFC sono quelli con chip della serie Ntag: i più diffusi sono gli Ntag203, ma ce ne sono anche di nuova generazione, come gli Ntag216, dotati di una memoria maggiore.

I Tag NFC possono essere anche di diverse forme e dimensioni: possono essere a forma di etichette adesive, di dischetti di plastica, di braccialetti, ciondoli o in formato tessera, ma le caratteristiche fondamentali che li rendono unici sono due:

  • non richiedono un'alimentazione esterna;

  • hanno un codice seriale univoco e non falsificabile.

Queste due caratteristiche, oltre al fatto che hanno un costo particolarmente basso, rendono i Tag NFC utilissimi per molte applicazioni diverse, che cerchiamo di illustrare proprio in questo sito.

È facile comprendere che, grazie al codice univoco, è possibile associare un Tag NFC a una persona o a un oggetto ben precisi, migliorando alcuni servizi e aprendo nuove possibilità di business: è il cosiddetto IoT (internet of things, o internet delle cose), vale a dire la possibilità di assegnare un numero identificativo o un link a ogni oggetto o individuo.

Tra i campi che maggiormente si prestano all'adozione dei Tag NFC incontriamo il monitoraggio, l'anti-contraffazione, il controllo accessi, il marketing e la fidelizzazione.

Monitoraggio

Applicando un Tag NFC a un oggetto (un macchinario che richieda manutenzione) o a una persona (un badge per l'assistenza a domicilio), è possibile velocizzare e ottimizzare le operazioni di controllo e verifica. Tramite il Tag NFC è possibile accedere alla scheda completa dell'individuo o dell'oggetto da monitorare e certificare il passaggio dell'operatore. Integrando il servizio con un semplice software web, è possibile inviare degli alert tramite email o SMS nel momento del controllo, oltre a tenere traccia dello storico, estrapolare report ed elaborare statistiche. Per maggiori informazioni: www.nfctracking.it

Anti-Contraffazione

Associando il codice univoco di un Tag NFC a un prodotto di alto valore, è possibile creare un database di prodotti autentici. Grazie a un'etichetta o a un packaging con un Tag NFC integrato, è quindi possibile certificare l'autenticità del prodotto. Ogni consumatore, inoltre, potrà verificare con il proprio smartphone NFC che il prodotto non sia contraffatto ed effettuare acquisti con più tranquillità. Per maggiori informazioni: www.tagover.com

Controllo Accessi

Un sistema di controllo accessi realizzato con tecnologia NFC può essere integrato all'interno di un software, rendendo possibili diverse applicazioni. In azienda, può essere il calcolo delle ore di presenza, mentre in un contesto fieristico si possono valutare quali stand o eventi hanno avuto maggior successo e facilitare lo scambio dei contatti. Per maggiori informazioni: www.nfclogin.net

Marketing

Le applicazioni dei Tag NFC nel marketing sono veramente numerose. Attualmente, a causa di una diffusione non ancora capillare di device NFC nei consumatori, i Tag sono usati in accoppiamento con i QR code. In genere, sono usati per il marketing in-store o sul packaging, per fornire maggiori informazioni sul prodotto.

Vengono utilizzati inoltre per la realizzazione di smart poster, ovvero cartelloni pubblicitari che interagiscono con i consumatori, rimandandoli a un link di acquisto online piuttosto che facilitando il download di un'applicazione o di un buono sconto. I Tag NFC semplificano anche la condivisione di contenuti sui social network. Per maggiori informazioni, consigliamo di visitare il blog all'indirizzo www.nfcmarketing.it

Fidelizzazione

Grazie alla tecnologia NFC, la fidelizzazione è ora possibile anche per le realtà più modeste, come piccoli negozi, club, palestre, etc. Con un semplice software o un'app mobile è infatti possibile crearsi un proprio fidelity system, associando una card NFC a un cliente e utilizzando il proprio smartphone come lettore.

Una applicazione Android realizzata per questo scopo è NFC Fidelity, disponibile su Google Play nelle versioni Free e Pro.

Applicazioni personali

Vi sono poi le applicazioni cosiddette "personali", che utilizzano cioè i Tag NFC per far eseguire comandi automatizzati al proprio cellulare. Tra gli esempi possibili, citiamo la possibilità di:

  • attivare o disattivare la Wi-Fi, piuttosto che il Bluetooth o il GPS;
  • impostare la suoneria sul profilo silenzioso, piuttosto che regolarne il volume;
  • avviare una o più applicazioni installate sul proprio dispositivo;

Con un semplice Tag, è possibile far compiere al proprio smartphone diverse di queste azioni, anche contemporaneamente. Ad esempio, si può lasciare un Tag NFC sulla propria auto, in modo che avvicinando il telefono disattivi la Wi-Fi, aumenti il volume della suoneria, attivi il GPS ed apra il navigatore. Tutto questo è possibile con un'applicazione come Trigger, disponibile gratuitamente per Android. 

In conclusione

Abbiamo visto che le possibilità applicative della tecnologia NFC sono veramente vaste e disparate. Nuove start up nascono una dopo l'altra con una nuova soluzione che utilizza questo standard innovativo di comunicazione, tanto che la diffusione e la consapevolezza dell'NFC è in continua crescita.

E voi, che esperienza avete avuto con l'NFC?

 

Ultima modifica il Venerdì, 07 Novembre 2014 15:38
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